L'Ossessione del Tridente: Reclamata dai Tre
[Attenzione: Contenuto R18+]
Pensavo che sarei morta. Così ho scelto di essere ricordata.
Una notte.
Un drink.
Un peccato che non avrei mai potuto rimediare.
Ma gli uomini che ho incontrato al bar non erano estranei.
Erano Il Tridente... tre spietati eredi della Dinastia Corvanni, la stirpe mafiosa più temuta al mondo.
Draven. Silenzioso, spietato, un predatore avvolto nell'ombra.
Lucian. Calcolatore, inquietantemente bello, un diavolo dalla lingua d'argento.
E Azriel. Selvaggio, spericolato, pericolosamente irresistibile.
Loro non chiedono. Prendono. E ora vogliono me... completamente. La loro ossessione brucia più intensamente del loro impero. Il loro tocco è proibito, ma non posso resistere. Perché più profondamente cado, più diventa chiaro... Non sono solo il loro desiderio.
Sono la loro rovina.
Estratto
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"Scappa pure, se vuoi, Jade."
Il soprannome uscì dalla lingua di Lucian come una promessa e una minaccia, uno che nessuno aveva mai osato chiamarmi prima. Il respiro mi si bloccò, le gambe tremanti, ma prima che potessi fare un passo, la mano di Draven mi afferrò il polso... ferrea, inflessibile.
"Credi di poterti allontanare dopo averci assaggiato?" La sua voce era quieta, letale, e mandò brividi dritti al mio centro.
Azriel si sporse da dietro, le sue labbra sfiorarono il padiglione del mio orecchio mentre la sua risata mi bruciava dentro. "Tesoro, non inseguiamo ciò che è già nostro. E tu, piccola Jade..." i suoi denti mi graffiarono la pelle, "...appartieni al Tridente ora."
Le dita di Azriel mi sollevarono il mento, il suo sorriso peccaminoso, pericoloso, scolpito solo per me. "Dimmi, Jade," mormorò, con la voce densa di lussuria, "cosa vuoi?"
Il calore mi bruciò la pelle, le mie labbra si separarono, ma non uscirono parole. Il mio corpo mi tradì, tremando contro il muro del petto di Draven mentre la mano di Lucian tracciava pigri cerchi sulla mia coscia, stuzzicando, tormentando.
La risata di Azriel era bassa, oscena. "No, tesoro. Non tremare soltanto per noi. Dillo." Il suo pollice mi sfiorò il labbro inferiore, lento, provocante. "Di' cosa vuoi. Di' che vuoi le nostre mani, le nostre bocche, i nostri cazzi... dillo, e ti darò tutto."
Il respiro di Draven era sul mio collo, costante, letale. "Attenta," mormorò, "una volta che lo dici ad alta voce, non si torna indietro."
Il sussurro di Lucian scivolò contro il mio orecchio, veleno setoso. "E quando lo farai, Jade, non ricorderai più cosa si prova a non essere toccata."
La mia bocca si aprì prima che il mio cervello potesse ragionare... "Vi voglio," sussurrai. La mano di Draven si strinse, gli occhi di Lucian si oscurarono, Azriel rise come se il mondo gli avesse finalmente concesso il suo premio.
Tre corpi si strinsero, calore e pericolo mi avvolsero come una gabbia da cui non potevo fuggire. Non volevo fuggire. Il mio cuore urlava di correre, ma il mio corpo sussurrava la verità.
Li volevo... Tutti loro.
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Tre uomini. Una donna. Una storia d'amore scolpita nel sangue e nell'ossessione.